Pagine

Powered By Blogger

martedì 29 gennaio 2013

LUCE COME CARBURANTE O VITALIZZANTE


L'importanza della luce non evidente solo per la vegetazione, anche l'uomo si nutre di luce! La scienza ha svelato l'importanza dell'esposizione solare per la produzione di vitamina D all'interno del nostro corpo, fondamentale per la fissazione del calcio nelle ossa.

“Non è tanto il cibo introdotto a nutrire il corpo, quanto il fatto che esso stimola qualcosa nella nostra corporeità. Quello che mangiamo lo mangiamo solo perché ci dia un impulso, visto che, comunque, ogni sostanza materiale proviene da un addensamento della Luce.”
(Rudolf Steiner, 18 luglio 1923)



Da tempo si è convinti di poter nutrire il corpo facendo un calcolo matematico di calorie, grammi, percentuali di proteine, grassi e carboidrati, litri di acqua, contenuto di fibre, di omega 3, addizionato di sali minerali, di vitamine.
Il miglior alimento non è quello che si studia a tavolino, che può essere benefico per alcune persone e inutile o dannoso per altre. Non è quello impacchettato con le migliori etichette, ben conservato ed asettico. Non è quello che si presenta sui primi bancali del supermercato.


Il miglior alimento è quello che è in grado di apportare all'organismo quel nutrimento energetico necessario a infondergli energia, vitalità e di conseguenza salute.
Qualsiasi alimento che si possa ritenere sano, rispetta la fondamentale legge della luce! Se c'è vita su questo pianeta, lo dobbiamo all'energia che riceviamo dalla nostra stella solare! Tale carica viene assorbita dalle piante, attraverso la fotosintesi. Essa è fondamentale per la loro crescita, sviluppo.
 E' rinomato come la frutta e verdura di stagione raccolta nella terra all'aperto siano più saporite, rispetto a quelle coltivate nelle serre.
Ma la ricchezza non si limita solo al sapore. L'irradiazione solare favorisce infatti anche una maggior aggregazione di vitamine e sali minerali, che ritroviamo nelle verdure e frutta di cui ci nutriamo.


Ma la luce fa ben più di questo!
Uno studio clinico condotto dal dr. Mitsuyoshi Urashima presso la Divisione di Epidemiologia Molecolare nel Dipartimento di Pediatria presso la Università di Medicina di Minato-ku a Tokyo, ha rilevato che la vitamina D sia estremamente efficace nel prevenire la comune influenza nei bambini. Lo studio è stato pubblicato nel marzo 2010 dal Journal of Clinical Nutrition.

La vitamina D, infatti, è cruciale per l'attivazione del nostro sistema immunitario: senza di essa, le cellule T non sono in grado di reagire e combattere le infezioni più gravi che minacciano l'organismo: è quanto hanno scoperto alcuni ricercatori dell'Università di Copenhagen, in Danimarca.

La minor esposizione alla luce del sole è responsabile in gran parte anche delle sempre più diffuse depressioni e malattie cutanee... 

Il sistema immunitario è il nostro sistema difensivo, e il nostro principale vitalizzante! Se vogliamo preservarci dalle malattie provocate da agenti esterni, ma anche dalle malattie determinate dalla nostra degenerazione cellulare, dobbiamo avere un sistema immunitario solido ed efficace, attivo!

Spesso si fa un abuso dei farmaci quando il sistema immunitario sarebbe più che efficace nel compiere il suo ruolo di difensore e riattivatore di vita!
Usciamo dagli edifici, dalle case .... facciamoci un bagno di sole, stiamo in mezzo alla natura, alla gente, respiriamo aria, energia... e ridimensioneremo tutta la nostra qualità di vita!

L'esposizione al sole dà VITA! ....alla vegetazione e agli esseri viventi.....





Jennifer Taiocchi

IL POPOLO PIU' LONGEVO AL MONDO? GLI HUNZA!

E’ il popolo degli Huntza: questa popolazione non solo vive in media 130-140 anni ma non conosce neppure le nostre tanto temute patologie degenerative, il cancro, malattie del sistema nervoso, ecc..

Gli Unza, una popolazione che risiede ai piedi della catena dell’Himalaya, in una piccola valle del Pakistan, al confine con la Cina, è un popolo dalle origini misteriose, ritenuto il più longevo al mondo.
Sono di razza bianca e non gialla, come le popolazioni vicine, parlano una lingua sconosciuta e sono immuni a qualsiasi malattia.
La prima volta che si sentì parlare di questo popolo, fu all’epoca della colonizzazione inglese dell’India.
Un medico scozzese, Mec Carrison,  che andò alla ricerca di questa popolazione per poter scoprire il loro segreto di lunga vita; studiando per anni gli Hunza, constatò la perfetta salute di questo popolo, oltre all’eccezionale forma fisica e la loro capacità di lavorare senza stancarsi.
Emerse che la popolazione degli Hunza, non si ammala mai, tranne rari attacchi di febbre, arrivava a 120 e anche 140 anni, la cui morte poi arrivava dolcemente senza malattie.
Gli uomini hanno figli oltre i 70 anni, e capita di vedere ultracentenari che lavorano i campi; la capacità di tutta la popolazione di sopportare gli sforzi lavorativi è sorprendente, in montagna sono corridori e portatori instancabili, arrivano a fare 230 kilometri al giorno senza dare segni di apparente stanchezza.
Ma la cosa più sorprendente è, che il loro vero segreto è il rapporto con l’alimentazione, con l’ambiente e con se stessi, amore e rispetto, assicurano a questo popolo un equilibrio fisico e morale e longevità.

Gli strumenti indiscutibilmente più utili alla loro longevità paiono essere il lungo digiuno a cui sono sottoposti ogni anno, l’alimentazione vegetariana e l’acqua alcalina presente nelle loro terre.... ma anche la "postura mentale".

Digiuno e prodotti vegetali

Gli Huntza vivono infatti dei frutti della natura e soffrono anche un lungo periodo di carestia nei mesi invernali. Adottano forzatamente quello che i naturopati definiscono “digiuno terapeutico”. L’altopiano su cui vivono, in Pakistan, è un luogo in gran parte inospitale e non dà raccolto sufficiente per alimentare i 10.000 abitanti Huntza per tutto l’anno.
Si nutrono del frutto del loro raccolto. Fino a marzo però, quando matura l’orzo, digiunano anche per settimane intere (fino a due mesi in semi digiuno) per poter razionare i pochi viveri rimasti in attesa del primo raccolto.
Il bello è che questa “bizzarra” consuetudine, che secondo vecchi concetti di nutrizionismo porterebbe a debolezza, morte e distruzione, al contrario nel corso degli anni ha prodotto nella popolazione straordinarie capacità di vigore.
Un Huntza può andare camminare tranquillamente per 200 km a passo spedito senza mai fermarsi.
Le forti doti di resistenza sono conosciute in tutto l’oriente, tanto che nelle spedizioni Himalayane, sono assoldati come portatori.

Il digiuno nel mondo animale

Anche in molti animali il digiuno è una cosa normale per la sopravvivenza, nei periodi di carenza di prede. In autunno gli stambecchi, camosci e cervi mangiano molto di più per accumulare grasso per l’ inverno, che a causa dell’ altitudine dove vivono, non permette l’ approvvigionamento di cibo sufficiente. Il bello che i violenti scontri che i cervi hanno tra di loro per l’ accoppiamento e la successiva fecondazione avvengono proprio in pieno inverno, quindi praticamente a digiuno, che non compromette, anzi enfatizza le loro energie. Gli uccelli migratori mangiano a fine estate più del fabbisogno e quando partono verso i luoghi più caldi sono talmente grassi da pesare il doppio del normale. Ma durante la migrazione, che può arrivare anche a 5000 km, il loro peso ritorna normale. I lupi cacciano per giorni, ma poi possono restare per settimane senza mangiare e nello stesso tempo percorrono grandi distanze per procacciare altro cibo, vivendo con il solo grasso corporeo come del resto quasi tutti i predatori. Anche i pesci digiunano, come per esempio il salmone, che nella sua famosa risalita del fiume non ingerisce nulla, nemmeno nel successivo periodo della posa delle uova. In sostanza il digiuno è una condizione che da milioni di anni nella storia dell’uomo e degli animali apporta molti benefici.


L'alimentazione vegetariana

La loro alimentazione è prevalentemente costituta da miglio, orzo, grano saraceno, frutta, come albicocche, ciliegie, more, pesche, pere e melograni, pane integrale, germe di grano, germogli di piselli, noci, legumi lessati, formaggi solo freschi o fermentati, poca carne, sale limitato, verdure come cavoli, spinaci, rape, pomodori.
Hanno rifiutato qualsiasi tipo di alimenti industriali, ancora oggi infatti, si nutrono dei prodotti che coltivano.

Acqua alcalina

L’ultimo elemento fondamentale per la forza, e la longevità di questo popolo fu la composizione dell’ acqua. Dopo diversi studi emerse che l’acqua degli Huntza possedeva elevato pH (acqua alcalina), con notevole potere antiossidante ed elevato contenuto di minerali colloidali. Effettivamente come sperimentatore e ricercatore indipendente devo dire che digiunare con acqua alcalina è molto più semplice che digiunare con acqua di rubinetto o imbottigliata. L’acidosi metabolica innescata dal digiuno prolungato viene infatti compensata e il ph rimane più stabile. Per quanto riguarda l’alimentazione ho già spiegato che l’unico frutto a mantenere il ph umano stabile è la mela rossa; nel digiuno invece ci si può aiutare bevendo acqua alcalina, acqua con argilla verde ventilata, o facendo lavaggi interni/esterni con acqua e sale integrale.
Oggi il territorio degli Huntza è stato intaccato dalla società “evoluta” e anche lì sono arrivati cibi spazzatura, farina 0 impoverita, zucchero bianco, sale sbiancato chimicamente, ecc… e con loro le prime carie, le prime problematiche cardiovascolari, i primi problemi reumatici che l’Occidente evoluto conosce bene. In pochi sono riusciti a scampare da questo inquinamento “evolutivo” evitando ogni forma di contagio con usanze e abitudini percepite ad istinto come innaturali e dannose.

La postura mentale

Quello che più affascina di questo popolo è la loro predisposizione naturale al sorriso, infatti sono molto gioviali, d’umore costante, anche quando hanno problemi di poco cibo e di freddo.
Non sono mai arrabbiati, non sono attaccati dall’ansia, e dall’impazienza,  ma la contrario, sono sempre sereni, e forse il loro segreto sta proprio nella loro inconsapevole felicità.
Tutti noi siamo alla ricerca della longevità e forse imparando da questi popoli, la capacità di reagire alla vita in modo positivo, altre ad assumere il giusto, vitale e sano cibo, potremmo prevenire, invece che curare, e arrivare ad ottenere un benessere sia mentale che fisico…….. per iniziare, non è mai troppo tardi.

 

CONCLUSIONI

Esiste veramente un orologio biologico incontrovertibile nell’uomo o sono gli stili di vita errati ad accelerare il corso delle lancette?

E’ veramente fisiologico avere ad una certa età menopausa, andropausa, osteoporosi, artrosi, demenza senile …. ?
E’ normale lo scatenarsi di così tante patologie senili, cronico-degenerative, cardiopatie, e tumori?
Ciò che è normale in una società malata potrebbe essere contro natura o senza senso per un popolo consapevole.


Fonti:
alimentazione e benessere.it
magozine.it

martedì 22 gennaio 2013

CHI SCEGLIE... IL TUO DESTINO?




Nella storia passata, e in quella attuale, ci sono popoli in continua rivoluzione, in guerra, chi per avidità di potere, e chi per preservare il proprio…. Ma c’è anche chi lotta per realizzare degli ideali che possano migliorare la vita di tutti i presenti e discendenti: conquistarsi i diritti essenziali, come quello di esprimersi, di scegliere un partito, di scegliere le cure, il lavoro, lo studio, di scegliersi un marito sul principio dell’amore!... La scelta! Questa è la vera libertà!
Il nostro Paese, insieme a quelli che vengono considerati “civilizzati”, ha familiarizzato con la parola “diritti”, e l’ha riempita di significati, ne abbiamo ipertrofizzato il valore, senza distinguere con nitidezza tra ciò che ci è realmente dovuto e ciò che invece è meritato! Pare che una volta conquistati questi diritti, tutto sia dovuto e non ci sia più altro da conquistarsi, nient’altro per cui valga la pena lottare..?

Tra i vari diritti civili, uno importantissimo è il diritto alle cure! E’ una conquista delle democrazie dei Paesi del vecchio continente, costata le vite di chi ha combattuto affinché fosse riconosciuto! Conquista che nemmeno il Paese che sostiene di essere il più potente, evoluto e ricco del mondo, può realmente vantare. Si dovrebbe forse rivalutare quale sia la reale evoluzione e ricchezza! Teniamo conto che tre quarti della popolazione mondiale non conosce questi diritti, non conosce nemmeno il significato di questa parola!

Solo nell’ambito della salute, negli ultimi decenni, con le rassicuranti certezze della scienza, e con lo stile di vita individualista e responsabilista si è sempre più diffusa l’idea che non ci sia più differenza tra diritto alle cure e diritto alla salute. E’ davvero sempre qualcun altro che deve sempre prendersi la responsabilità dei tuoi impegni? La salute non è un oggetto che possiamo comprare, né barattare, non è qualcosa che i medici possano infondere, né una grazia da concedere. La salute è il frutto delle nostre scelte di vita, giorno dopo giorno! E’ qualcosa che dipende solo da ogni singola persona. I medici intervengono per cercare di aiutare l’organismo a superare una difficoltà, dovrebbero sostenere la persona con ogni mezzo al fine che questa possa ritrovare la via per la salute, non prevaricarla. Se la malattia è frutto del nostro stile di vita o è il meccanismo attraverso cui il corpo risponde ad uno malsano stile di vita, non è accanendoci contro il corpo che risolviamo il problema! Non è nel corpo la causa, né additando qualche agente  che ci aggredisce da fuori! Il corpo piange solo le conseguenze delle nostre scelte di vita! Non è soffocandone il pianto che gli restituiamo la gioia della salute!

Allora comprenderemo che il nostro destino sta nelle nostre scelte! Perché la scelta è la vera libertà. La scelta è il seme del nostro destino. E il nostro destino comincia nei nostri pensieri, nelle nostre convinzioni. Come citava Albert Einstein “è più facile spezzare un atomo che rompere una convinzione”. Se un destino esiste, forse dovremmo cercarlo nei nostri pensieri, là lo troviamo, lo riscopriamo e lo costruiamo! E disancoriamoci dall’ossessione dei diritti… perché i diritti garantiscono l’accesso alle cure, non la salute! I diritti garantiscono l’accesso allo studio, non la promozione! I diritti tutelano il contratto di lavoro, ma non il merito di trovarne uno! I diritti garantiscono la libertà di pensiero, ma non il plauso degli altri.

Già il Mahatma Gandhi aveva richiamato alla responsabilità personale.

Le tue convinzioni diventano i tuoi pensieri.
I tuoi pensieri diventano le tue parole.
Le tue parole diventano le tue azioni.
Le tue azioni diventano le tue abitudini.
Le tue abitudini diventano i tuoi valori.
I tuoi valori diventano il tuo destino.

Riprendiamoci in mano il diritto alla scelta, e solo così potremo essere davvero i veri responsabili del nostro destino, senza lasciarlo nelle mani di politici o politicanti, religioni, scienziati, o di chi pretende di decidere per noi! Nessuno meglio di noi sa cosa è bene per noi!

Jennifer Taiocchi