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giovedì 18 aprile 2013

LA HARVARD UNIVERSITY SCONSIGLIA I LATTICINI!!!










La Harvard School of Public Health  ha inviato un messaggio forte e diretto all'USDA (Dipartimento dell'Agricoltura degli Stati Uniti), ed ai presunti esperti di tutto il mondo, con il lancio della sua Guida Healthy Eating Plate  (dieta sana) in risposta alla nuova guida per la salute ed il nutrizionismo dell'USDA che ha visto sostituire la piramide alimentare.

Gli esperti di nutrizione e ricercatori della Harvard University hanno fornito una guida alimentare basata su una sana alimentazione studiata in dettaglio e, soprattutto, libera dalla pressione di lobbies e gruppi industriali. La più grande prova di questo è la totale assenza di prodotti caseari nella sua nuova guida per una dieta sana, a causa del fatto che "un alto consumo di questi alimenti [latticini] aumenta significativamente il cancro alla prostata e cancro ovarico."
I ricercatori di Harvard hanno anche sostenuto che gli alti livelli di grassi saturi nella maggior parte dei latticini e i composti chimici della loro produzione li rendono un alimento da evitare e devono essere sostituiti da verdure (per esempio cavoli, cavolfiori, broccoli, ecc), di soia arricchita e varie specie di fagioli per fornire il calcio necessario e di qualità.

Recentemente abbiamo avuto un controverso articolo sulla necessità di evitare il latte che ha spostato l'opinione pubblica divisa tra i puristi di entrambe le parti ed i lettori che desiderano ricevere informazioni che sono loro negate.  Questo importante intervento Harvard conferma l'articolo e portare visione illuminata di una delle università di ricerca più rispettate nel mondo.

Complimenti per il coraggio di Harvard nel dimostrare che si dovrebbe aumentare il consumo di frutta e verdura, invece degli alimenti gestiti da grandi aziende che vogliono farci credere che sono essenziali per la vita. Non è nemmeno la propaganda vegana perché la stessa guida di nutrizione di studio sottolineano la necessità di assunzione di proteine ​​di carne bianca e pesce, fagioli e noci.
Trattasi di vincere la pressione delle lobby delle grandi aziende che controllano per troppi anni il destino della salute americana e mondiale attraverso le istituzioni presumibilmente indipendenti da USDA, mostrando loro che cosa è realmente la salute.

domenica 10 marzo 2013

LIBERTA' O TIRANNIA



Quando un popolo, 
divorato dalla sete di libertà,
si trova ad avere a capo dei coppieri
che gliene versano quanta ne vuole, 
fino ad ubriacarlo, 
accade allora che,
se i governanti resistono alle richieste
dei suoi più esigenti sudditi,
sono dichiarati tiranni.

Ed avviene pure che chi si dimostra disciplinato 
nei confronti dei superiori è definito
uomo senza carattere, un servo;
che il padre impaurito finisce col trattare il figlio 
come suo pari e non è più rispettato;
che il maestro non osa rimproverare gli scolari
e costoro si fanno beffe di lui;
che i giovani pretendono gli stessi diritti,
la stessa considerazione dei vecchi e questi,
per non parere troppo severi,
danno ragione ai giovani.

In mezzo a tanta licenza
nasce e si sviluppa una sola pianta:
la tirannia.

(Dal libro 8° della Repubblica di platone)

martedì 29 gennaio 2013

LUCE COME CARBURANTE O VITALIZZANTE


L'importanza della luce non evidente solo per la vegetazione, anche l'uomo si nutre di luce! La scienza ha svelato l'importanza dell'esposizione solare per la produzione di vitamina D all'interno del nostro corpo, fondamentale per la fissazione del calcio nelle ossa.

“Non è tanto il cibo introdotto a nutrire il corpo, quanto il fatto che esso stimola qualcosa nella nostra corporeità. Quello che mangiamo lo mangiamo solo perché ci dia un impulso, visto che, comunque, ogni sostanza materiale proviene da un addensamento della Luce.”
(Rudolf Steiner, 18 luglio 1923)



Da tempo si è convinti di poter nutrire il corpo facendo un calcolo matematico di calorie, grammi, percentuali di proteine, grassi e carboidrati, litri di acqua, contenuto di fibre, di omega 3, addizionato di sali minerali, di vitamine.
Il miglior alimento non è quello che si studia a tavolino, che può essere benefico per alcune persone e inutile o dannoso per altre. Non è quello impacchettato con le migliori etichette, ben conservato ed asettico. Non è quello che si presenta sui primi bancali del supermercato.


Il miglior alimento è quello che è in grado di apportare all'organismo quel nutrimento energetico necessario a infondergli energia, vitalità e di conseguenza salute.
Qualsiasi alimento che si possa ritenere sano, rispetta la fondamentale legge della luce! Se c'è vita su questo pianeta, lo dobbiamo all'energia che riceviamo dalla nostra stella solare! Tale carica viene assorbita dalle piante, attraverso la fotosintesi. Essa è fondamentale per la loro crescita, sviluppo.
 E' rinomato come la frutta e verdura di stagione raccolta nella terra all'aperto siano più saporite, rispetto a quelle coltivate nelle serre.
Ma la ricchezza non si limita solo al sapore. L'irradiazione solare favorisce infatti anche una maggior aggregazione di vitamine e sali minerali, che ritroviamo nelle verdure e frutta di cui ci nutriamo.


Ma la luce fa ben più di questo!
Uno studio clinico condotto dal dr. Mitsuyoshi Urashima presso la Divisione di Epidemiologia Molecolare nel Dipartimento di Pediatria presso la Università di Medicina di Minato-ku a Tokyo, ha rilevato che la vitamina D sia estremamente efficace nel prevenire la comune influenza nei bambini. Lo studio è stato pubblicato nel marzo 2010 dal Journal of Clinical Nutrition.

La vitamina D, infatti, è cruciale per l'attivazione del nostro sistema immunitario: senza di essa, le cellule T non sono in grado di reagire e combattere le infezioni più gravi che minacciano l'organismo: è quanto hanno scoperto alcuni ricercatori dell'Università di Copenhagen, in Danimarca.

La minor esposizione alla luce del sole è responsabile in gran parte anche delle sempre più diffuse depressioni e malattie cutanee... 

Il sistema immunitario è il nostro sistema difensivo, e il nostro principale vitalizzante! Se vogliamo preservarci dalle malattie provocate da agenti esterni, ma anche dalle malattie determinate dalla nostra degenerazione cellulare, dobbiamo avere un sistema immunitario solido ed efficace, attivo!

Spesso si fa un abuso dei farmaci quando il sistema immunitario sarebbe più che efficace nel compiere il suo ruolo di difensore e riattivatore di vita!
Usciamo dagli edifici, dalle case .... facciamoci un bagno di sole, stiamo in mezzo alla natura, alla gente, respiriamo aria, energia... e ridimensioneremo tutta la nostra qualità di vita!

L'esposizione al sole dà VITA! ....alla vegetazione e agli esseri viventi.....





Jennifer Taiocchi

IL POPOLO PIU' LONGEVO AL MONDO? GLI HUNZA!

E’ il popolo degli Huntza: questa popolazione non solo vive in media 130-140 anni ma non conosce neppure le nostre tanto temute patologie degenerative, il cancro, malattie del sistema nervoso, ecc..

Gli Unza, una popolazione che risiede ai piedi della catena dell’Himalaya, in una piccola valle del Pakistan, al confine con la Cina, è un popolo dalle origini misteriose, ritenuto il più longevo al mondo.
Sono di razza bianca e non gialla, come le popolazioni vicine, parlano una lingua sconosciuta e sono immuni a qualsiasi malattia.
La prima volta che si sentì parlare di questo popolo, fu all’epoca della colonizzazione inglese dell’India.
Un medico scozzese, Mec Carrison,  che andò alla ricerca di questa popolazione per poter scoprire il loro segreto di lunga vita; studiando per anni gli Hunza, constatò la perfetta salute di questo popolo, oltre all’eccezionale forma fisica e la loro capacità di lavorare senza stancarsi.
Emerse che la popolazione degli Hunza, non si ammala mai, tranne rari attacchi di febbre, arrivava a 120 e anche 140 anni, la cui morte poi arrivava dolcemente senza malattie.
Gli uomini hanno figli oltre i 70 anni, e capita di vedere ultracentenari che lavorano i campi; la capacità di tutta la popolazione di sopportare gli sforzi lavorativi è sorprendente, in montagna sono corridori e portatori instancabili, arrivano a fare 230 kilometri al giorno senza dare segni di apparente stanchezza.
Ma la cosa più sorprendente è, che il loro vero segreto è il rapporto con l’alimentazione, con l’ambiente e con se stessi, amore e rispetto, assicurano a questo popolo un equilibrio fisico e morale e longevità.

Gli strumenti indiscutibilmente più utili alla loro longevità paiono essere il lungo digiuno a cui sono sottoposti ogni anno, l’alimentazione vegetariana e l’acqua alcalina presente nelle loro terre.... ma anche la "postura mentale".

Digiuno e prodotti vegetali

Gli Huntza vivono infatti dei frutti della natura e soffrono anche un lungo periodo di carestia nei mesi invernali. Adottano forzatamente quello che i naturopati definiscono “digiuno terapeutico”. L’altopiano su cui vivono, in Pakistan, è un luogo in gran parte inospitale e non dà raccolto sufficiente per alimentare i 10.000 abitanti Huntza per tutto l’anno.
Si nutrono del frutto del loro raccolto. Fino a marzo però, quando matura l’orzo, digiunano anche per settimane intere (fino a due mesi in semi digiuno) per poter razionare i pochi viveri rimasti in attesa del primo raccolto.
Il bello è che questa “bizzarra” consuetudine, che secondo vecchi concetti di nutrizionismo porterebbe a debolezza, morte e distruzione, al contrario nel corso degli anni ha prodotto nella popolazione straordinarie capacità di vigore.
Un Huntza può andare camminare tranquillamente per 200 km a passo spedito senza mai fermarsi.
Le forti doti di resistenza sono conosciute in tutto l’oriente, tanto che nelle spedizioni Himalayane, sono assoldati come portatori.

Il digiuno nel mondo animale

Anche in molti animali il digiuno è una cosa normale per la sopravvivenza, nei periodi di carenza di prede. In autunno gli stambecchi, camosci e cervi mangiano molto di più per accumulare grasso per l’ inverno, che a causa dell’ altitudine dove vivono, non permette l’ approvvigionamento di cibo sufficiente. Il bello che i violenti scontri che i cervi hanno tra di loro per l’ accoppiamento e la successiva fecondazione avvengono proprio in pieno inverno, quindi praticamente a digiuno, che non compromette, anzi enfatizza le loro energie. Gli uccelli migratori mangiano a fine estate più del fabbisogno e quando partono verso i luoghi più caldi sono talmente grassi da pesare il doppio del normale. Ma durante la migrazione, che può arrivare anche a 5000 km, il loro peso ritorna normale. I lupi cacciano per giorni, ma poi possono restare per settimane senza mangiare e nello stesso tempo percorrono grandi distanze per procacciare altro cibo, vivendo con il solo grasso corporeo come del resto quasi tutti i predatori. Anche i pesci digiunano, come per esempio il salmone, che nella sua famosa risalita del fiume non ingerisce nulla, nemmeno nel successivo periodo della posa delle uova. In sostanza il digiuno è una condizione che da milioni di anni nella storia dell’uomo e degli animali apporta molti benefici.


L'alimentazione vegetariana

La loro alimentazione è prevalentemente costituta da miglio, orzo, grano saraceno, frutta, come albicocche, ciliegie, more, pesche, pere e melograni, pane integrale, germe di grano, germogli di piselli, noci, legumi lessati, formaggi solo freschi o fermentati, poca carne, sale limitato, verdure come cavoli, spinaci, rape, pomodori.
Hanno rifiutato qualsiasi tipo di alimenti industriali, ancora oggi infatti, si nutrono dei prodotti che coltivano.

Acqua alcalina

L’ultimo elemento fondamentale per la forza, e la longevità di questo popolo fu la composizione dell’ acqua. Dopo diversi studi emerse che l’acqua degli Huntza possedeva elevato pH (acqua alcalina), con notevole potere antiossidante ed elevato contenuto di minerali colloidali. Effettivamente come sperimentatore e ricercatore indipendente devo dire che digiunare con acqua alcalina è molto più semplice che digiunare con acqua di rubinetto o imbottigliata. L’acidosi metabolica innescata dal digiuno prolungato viene infatti compensata e il ph rimane più stabile. Per quanto riguarda l’alimentazione ho già spiegato che l’unico frutto a mantenere il ph umano stabile è la mela rossa; nel digiuno invece ci si può aiutare bevendo acqua alcalina, acqua con argilla verde ventilata, o facendo lavaggi interni/esterni con acqua e sale integrale.
Oggi il territorio degli Huntza è stato intaccato dalla società “evoluta” e anche lì sono arrivati cibi spazzatura, farina 0 impoverita, zucchero bianco, sale sbiancato chimicamente, ecc… e con loro le prime carie, le prime problematiche cardiovascolari, i primi problemi reumatici che l’Occidente evoluto conosce bene. In pochi sono riusciti a scampare da questo inquinamento “evolutivo” evitando ogni forma di contagio con usanze e abitudini percepite ad istinto come innaturali e dannose.

La postura mentale

Quello che più affascina di questo popolo è la loro predisposizione naturale al sorriso, infatti sono molto gioviali, d’umore costante, anche quando hanno problemi di poco cibo e di freddo.
Non sono mai arrabbiati, non sono attaccati dall’ansia, e dall’impazienza,  ma la contrario, sono sempre sereni, e forse il loro segreto sta proprio nella loro inconsapevole felicità.
Tutti noi siamo alla ricerca della longevità e forse imparando da questi popoli, la capacità di reagire alla vita in modo positivo, altre ad assumere il giusto, vitale e sano cibo, potremmo prevenire, invece che curare, e arrivare ad ottenere un benessere sia mentale che fisico…….. per iniziare, non è mai troppo tardi.

 

CONCLUSIONI

Esiste veramente un orologio biologico incontrovertibile nell’uomo o sono gli stili di vita errati ad accelerare il corso delle lancette?

E’ veramente fisiologico avere ad una certa età menopausa, andropausa, osteoporosi, artrosi, demenza senile …. ?
E’ normale lo scatenarsi di così tante patologie senili, cronico-degenerative, cardiopatie, e tumori?
Ciò che è normale in una società malata potrebbe essere contro natura o senza senso per un popolo consapevole.


Fonti:
alimentazione e benessere.it
magozine.it

martedì 22 gennaio 2013

CHI SCEGLIE... IL TUO DESTINO?




Nella storia passata, e in quella attuale, ci sono popoli in continua rivoluzione, in guerra, chi per avidità di potere, e chi per preservare il proprio…. Ma c’è anche chi lotta per realizzare degli ideali che possano migliorare la vita di tutti i presenti e discendenti: conquistarsi i diritti essenziali, come quello di esprimersi, di scegliere un partito, di scegliere le cure, il lavoro, lo studio, di scegliersi un marito sul principio dell’amore!... La scelta! Questa è la vera libertà!
Il nostro Paese, insieme a quelli che vengono considerati “civilizzati”, ha familiarizzato con la parola “diritti”, e l’ha riempita di significati, ne abbiamo ipertrofizzato il valore, senza distinguere con nitidezza tra ciò che ci è realmente dovuto e ciò che invece è meritato! Pare che una volta conquistati questi diritti, tutto sia dovuto e non ci sia più altro da conquistarsi, nient’altro per cui valga la pena lottare..?

Tra i vari diritti civili, uno importantissimo è il diritto alle cure! E’ una conquista delle democrazie dei Paesi del vecchio continente, costata le vite di chi ha combattuto affinché fosse riconosciuto! Conquista che nemmeno il Paese che sostiene di essere il più potente, evoluto e ricco del mondo, può realmente vantare. Si dovrebbe forse rivalutare quale sia la reale evoluzione e ricchezza! Teniamo conto che tre quarti della popolazione mondiale non conosce questi diritti, non conosce nemmeno il significato di questa parola!

Solo nell’ambito della salute, negli ultimi decenni, con le rassicuranti certezze della scienza, e con lo stile di vita individualista e responsabilista si è sempre più diffusa l’idea che non ci sia più differenza tra diritto alle cure e diritto alla salute. E’ davvero sempre qualcun altro che deve sempre prendersi la responsabilità dei tuoi impegni? La salute non è un oggetto che possiamo comprare, né barattare, non è qualcosa che i medici possano infondere, né una grazia da concedere. La salute è il frutto delle nostre scelte di vita, giorno dopo giorno! E’ qualcosa che dipende solo da ogni singola persona. I medici intervengono per cercare di aiutare l’organismo a superare una difficoltà, dovrebbero sostenere la persona con ogni mezzo al fine che questa possa ritrovare la via per la salute, non prevaricarla. Se la malattia è frutto del nostro stile di vita o è il meccanismo attraverso cui il corpo risponde ad uno malsano stile di vita, non è accanendoci contro il corpo che risolviamo il problema! Non è nel corpo la causa, né additando qualche agente  che ci aggredisce da fuori! Il corpo piange solo le conseguenze delle nostre scelte di vita! Non è soffocandone il pianto che gli restituiamo la gioia della salute!

Allora comprenderemo che il nostro destino sta nelle nostre scelte! Perché la scelta è la vera libertà. La scelta è il seme del nostro destino. E il nostro destino comincia nei nostri pensieri, nelle nostre convinzioni. Come citava Albert Einstein “è più facile spezzare un atomo che rompere una convinzione”. Se un destino esiste, forse dovremmo cercarlo nei nostri pensieri, là lo troviamo, lo riscopriamo e lo costruiamo! E disancoriamoci dall’ossessione dei diritti… perché i diritti garantiscono l’accesso alle cure, non la salute! I diritti garantiscono l’accesso allo studio, non la promozione! I diritti tutelano il contratto di lavoro, ma non il merito di trovarne uno! I diritti garantiscono la libertà di pensiero, ma non il plauso degli altri.

Già il Mahatma Gandhi aveva richiamato alla responsabilità personale.

Le tue convinzioni diventano i tuoi pensieri.
I tuoi pensieri diventano le tue parole.
Le tue parole diventano le tue azioni.
Le tue azioni diventano le tue abitudini.
Le tue abitudini diventano i tuoi valori.
I tuoi valori diventano il tuo destino.

Riprendiamoci in mano il diritto alla scelta, e solo così potremo essere davvero i veri responsabili del nostro destino, senza lasciarlo nelle mani di politici o politicanti, religioni, scienziati, o di chi pretende di decidere per noi! Nessuno meglio di noi sa cosa è bene per noi!

Jennifer Taiocchi

venerdì 16 novembre 2012

5 LAMENTI PRINCIPALI DELLA GENTE SUL LETTO DI MORTE. (testimonianza di un’infermiera)




Per  molti anni ho lavorato in reparto di cure palliative. I miei pazienti erano quelli che se ne erano andati a casa a morire. Si condivisero momenti molto speciali. Io stavo con loro nelle ultime 3-12 settimane della loro vita. La gente cresce molto quando si confronta con la propria mortalità.

Imparai a non sottostimare la capacità di qualcuno per la crescita. Qualche cambio fu fenomenale. Ognuno sperimenta una varietà di emozioni, come ci si aspetta: la negazione, la paura, l’ira, il rimorso, anche la negazione e l’accettazione finale. Tuttavia, ogni paziente incontra la sua pace prima di partire, ognuno di loro.

Quando si chiedeva loro in merito a qualsiasi pentimento che avevano o qualsiasi cosa che avrebbero fatto in modo diverso, i temi comuni tornavano ogni volta. Qui ci sono i cinque più comuni.

1.    Magari avessi avuto il coraggio di vivere una vita fedele a me stesso, e non alla vita che altri aspettavano da me.
Questo fu il peso più comune di tutti. Quando le persone si rendono conto che la loro vita è a punto di terminare e la guardano con chiarezza, è facile vedere quanti sogni se ne sono andati senza essere compiuti. La maggior parte della gente non aveva compiuto ancora la metà dei suoi sogni e dovette morire sapendo che era dovuto alle scelte che avevano fatto o a quelle che non avevano fatto.

E’ molto importante onorare almeno alcuni dei tuoi sogni nel cammino. Dal momento in cui perdi la tua salute, è già troppo tardi. La Salute è una libertà di cui pochissimi si rendono conto, finchè non la perdono.

2.    Mi piacerebbe non aver lavorato tanto duramente.
Questo venne da ogni paziente di sesso maschile. Gli mancava la gioventù dei loro figli e la compagnia del congiunto.  Anche le donne espressero questo peso. Però la maggior parte erano di una generazione anteriore, per cui molte delle pazienti non erano state sostegno economico della famiglia. Tutti gli uomini di cui mi curai si lamentarono profondamente di aver sprecato tanto della loro vita nel lavoro.

Semplificando lo stile di vita e prendendo decisioni coscienti nel cammino, è possibile che tu non abbia bisogno degli introiti di cui pensi di aver bisogno. E attraverso la creazione di più spazio nella tua vita, sei più felice e più aperto alle opportunità di nuovi destini, che si adattino meglio al tuo nuovo stile di vita.

3.    Magari avessi avuto il coraggio di esprimere i miei sentimenti.

Molte persone soppressero i propri sentimenti con il fine di mantenere la pace con gli altri. Come risultato si conformarono ad un’esistenza mediocre e non arrivarono mai a essere ciò che erano realmente capaci di arrivare ad essere. Molte malattie sviluppate in relazione all’amarezza e al risentimento  ne sono il risultato.

Non possiamo controllare le reazioni degli altri. Tuttavia, anche se le persone possono reagire inizialmente cambiando la forma con cui si sta loro parlando con onestà, alla fine si pone la relazione ad un livello completamente nuovo e più salutare. O è questo, oppure si lascia la relazione malata della tua vita. In ogni caso, ci guadagni.

4.    Mi sarebbe piaciuto essere stato in contatto con i miei amici.
Spesso non ci si rende conto veramente di tutti i benefici dei suoi vecchi amici fino a che arrivano le ultime settimane e non sempre fu possibile localizzarli. Molti di loro erano giunti ad essere invischiati nelle loro proprie vite che si erano lasciati andare amicizie di oro negli ultimi anni. Ci furono molti lamenti profondi circa non aver dato all’amicizia il tempo e lo sforzo che meritavano. Tutti sentono la mancanza dei loro amici quando stanno morendo.

E’ comune per chiunque abbia uno stile di vita occupato a lasciar cadere le amicizie. Però quando ti confronti con la tua morte che si avvicina, i dettagli fisici della vita spariscono. La gente vuole avere i suoi affari finanziari in ordine, se possibile. Però non è il denaro o lo status ciò che ha la vera importanza per loro. Loro vogliono fare le cose in ordine, più per il beneficio di coloro che amano. In generale, tuttavia, sono troppo malati e stanchi di trattare ogni volta questa incombenza. Tutto questo, alla fine, si riduce all’amore ed alle relazioni. Questo è tutto quanto resta nelle ultime settimane, l’amore e le relazioni.

5.    Mi sarebbe piaciuto essermi lasciato essere più felice
Questo è sorprendentemente comune. Molti non si diedero conto fino alla fine che la felicità è una scelta. Essi si erano lasciati intrappolare in vecchi ruoli e abitudini. Il cosiddetto “confort” di familiarità traboccato nelle loro emozioni, così come nelle loro vite fisiche. La paura al cambiamento li aveva portati a fingere verso gli altri e verso a se stessi, che erano contenti. Quando intimamente, anelavano ridere bene e fare stupidaggini nella loro vita di nuovo. Quando sei nel tuo letto di morte, ciò che gli altri pensano di tè è molto lontano dalla tua mente. Che meraviglia essere capaci di lasciarsi andare e sorridere di nuovo, molto prima che stai morendo!

La vita è una scelta. E’ la tua vita. Scegli coscientemente, scegli saggiamente, scegli con onestà. Scegli la felicità.

Fonte:wakeupworld, vida lucida
Trad: Jennifer Taiocchi


5 lamentos principales de la gente en su lecho de muerte.



Durante muchos años he trabajado en los cuidados paliativos. Mis pacientes eran los que habían ido a casa a morir. Momentos muy especiales se compartieron. Yo estaba con ellos en las últimos tres a doce semanas de sus vidas. La gente crece mucho cuando se enfrentan a su propia mortalidad.

Aprendí a no subestimar la capacidad de alguien para el crecimiento. Algunos cambios fueron fenomenales. Cada uno experimenta una variedad de emociones, como se espera: la negación, el miedo, la ira, el remordimiento, más negación y la aceptación final. Sin embargo, cada paciente encuentra su paz antes de partir, cada uno de ellos.

Cuando se les preguntaba acerca de cualquier arrepentimiento que tenían o cualquier cosa que harían de manera diferente, los temas comunes surgieron una y otra vez. Aquí están los cinco más comunes:

1. Ojalá hubiera tenido el coraje de vivir una vida fiel a mí mismo, no a la vida que otros esperan de mí.

Este fue el pesar más común de todos. Cuando las personas se dan cuenta que su vida está a punto de terminar y miran hacia atrás con claridad en ella, es fácil ver cuántos sueños se fueron sin cumplir. La mayoría de la gente no había cumplido aún la mitad de sus sueños y tuvo que morir sabiendo que era debido a las elecciones que habían hecho o a las que no habían hecho.

Es muy importante honrar al menos algunos de tus sueños en el camino. Desde el momento en que pierdes tu salud, ya es demasiado tarde. La Salud da una libertad que muy pocos se dan cuenta, hasta que ya no la tienen.

2. Me gustaría no haber trabajado tan duro.

Esto vino de cada paciente de sexo masculino que cuidé. Echaban de menos la juventud de sus hijos y la compañía de su pareja. Las mujeres también hablaron de este pesar. Pero la mayoría eran de una generación anterior, muchos de los pacientes de sexo femenino no habían sido sostén de la familia. Todos los hombres que cuidé lamentaron profundamente haber gastado tanto de sus vidas en el trabajo.

Al simplificar su estilo de vida y tomar decisiones conscientes en el camino, es posible que no necesites el ingreso que piensas que necesitas. Y mediante la creación de más espacio en tu vida, eres más feliz y más abierto a las oportunidades de nuevos destinos, que más se adapten a tu nuevo estilo de vida.

3. Ojalá hubiera tenido el coraje de expresar mis sentimientos
.

Muchas personas suprimieron sus sentimientos con el fin de mantener la paz con los demás. Como resultado, se conformaron con una existencia mediocre y nunca llegaron a ser lo que eran realmente capaces de llegar a ser. Muchas enfermedades desarrolladas en relación con la amargura y el resentimiento lleva como resultado.

No podemos controlar las reacciones de los demás. Sin embargo, aunque las personas pueden reaccionar inicialmente al cambiar la forma en que están hablando con honestidad, al final se plantea la relación a un nivel completamente nuevo y más saludable. O es eso, o es soltar la relación enfermiza de tu vida. En cualquiera de las dos, ganas.

4. Me gustaría haber estado en contacto con mis amigos.

A menudo no se dan cuenta verdaderamente de todos los beneficios de sus viejos amigos hasta que llegan sus últimas semanas y no siempre fue posible localizarlos. Muchos de ellos habían llegado a estar tan atrapados en sus propias vidas que se había dejado ir amistades de oro en los últimos años. Hubo muchos lamentos profundos acerca de no haber dado a la amistad el tiempo y esfuerzo que merecían. Todo el mundo echa de menos a sus amigos cuando están muriendo.

Es común para quien sea con un estilo de vida ocupado dejar caer las amistades. Pero cuando te enfrentas con que tu muerte se acerca, los detalles físicos de la vida desaparecen. La gente quiere tener sus asuntos financieros en orden, si es posible. Pero no es el dinero o el status lo que guarda la verdadera importancia para ellos. Ellos quieren hacer las cosas en orden más para el beneficio de aquellos a quienes aman. Por lo general, sin embargo, están demasiado enfermos y cansados de manejar cada vez esta tarea. Todo esto se reduce al amor y las relaciones al final. Eso es todo lo que queda en las últimas semanas, el amor y las relaciones.

5. Me gustaría haberme dejado ser más feliz.

Este es un uno sorprendentemente común. Muchos no se dieron cuenta hasta el final de que la felicidad es una elección. Ellos se habían quedado atascados en viejos patrones y hábitos. El llamado "confort" de familiaridad desbordado en sus emociones, así como en sus vidas físicas. El miedo al cambio les había dejado fingiendo a otros, y a su propio ser, que estaban contentos. Cuando muy adentro, anhelaban reír correctamente y hacer tonterías en su vida de nuevo. Cuando estás en tu lecho de muerte, lo que los demás piensen de ti, está muy lejos de tu mente. ¡Qué maravilloso es ser capaz de dejar ir y sonreír de nuevo, mucho antes de que estés muriendo.

La vida es una elección. Es tu vida. Elige conscientemente, elige sabiamente, elige con honestidad.
Elige la felicidad.

Fuente: 
wakeupworld
Traducción:
Vida Lúcida