mercoledì 26 giugno 2013

"PAPA FRANCESCO VIVRA' 140 ANNI" ...DICE IL SUO MEDICO CINESE





Per anni, Liu Ming ha assistito Bergoglio, il quale cercò di convincerlo a diventare tifoso del San Lorenzo.

Concentrato. Liu Ming alla sua scrivania con i libri che gli regalò Bergoglio quando era prelato di Buenos Aires. A quell’epoca, Ming gli praticava agopuntura e massaggi alla Nunziatura.




La prima cosa che si sente entrando nel suo ambulatorio è il profumo d’incenso. Una volta dentro, la premessa che regna in questo sesto piano di un edificio dell’Avenida Libertador sarà solo una: parlare a bassa voce. “Ci sono due pazienti, per favore, non gridare”, è l’ordine dell’assistente. Sono due ambienti divisi da tendaggi neri, dove, uno di questi, ha un’iscrizione in lettere cinesi dorate. Un vecchio mantra taoista che cita: “Dopo la luce, tutta l’energia negativa perde la sua forma”. Appena illuminate da lampade di sale color arancio, otto lettini con lenzuola bianche predominano in questo luogo dove una melodia orientale suona nel sottofondo.
Davanti ai lettini e dietro una scrivania, Liu Ming riceve con un sorriso. Ha 45 anni e da dieci vive in Argentina esercitando la medicina tradizionale cinese.
Tuttavia, questo medico cinese nasconde una caratteristica finora sconosciuta: ha assistito per otto anni a Francesco. Si, l’attuale papa argentino. Fu nel settembre 2003, a Santiago del Estero, quando Ming ricevette un prete il cui nome non ricorda. Questo religioso fu colui che lo mise in contatto con il cardinale di allora, Jorge Bergoglio; lo stesso successivamente lo chiamò e gli chiese se poteva prendersi la molestia di andarlo a visitare alla Cattedrale. “Voglio chiederLe varie visite mediche”, disse il prelato. “Lui aveva varie questioni di salute, però io non sapevo nulla. Ci fui senza saperne nulla, vero?” racconta Ming che utilizzerà questo intercalare più volte nella conversazione. “Mi raccontò che gli avevano tolto la colecisti e che aveva un problema di fegato. Ebbe un intervento polmonare e soffriva di alcuni dolori cardiaci dei quali doveva operarsi”.
—Era in trattamento farmacologico?
—Sí, prendeva molte pastiglie per tutto….
—Allora, cosa gli raccomandò Lei?
—Incominciare il trattamento. Prima, cominciamo tre volte alla settimana.
—Veniva nel suo ambulatorio?
—No, sono andato sempre io alla Cattedrale, al terzo piano.  Poi incominciai ad andarci due volte alla settimana e dopo un po’ di tempo una volta. Dopo tre anni ci vedevano ogni tre settimane.      

 — Quanto durò il trattamento?
—Iniziammo nel gennaio del 2004. Un po’ più di otto anni, fino all’anno scorso. E mi ha sempre pagato le visite.
—Bergoglio le regalò due libri e glieli dedicò nel maggio di quell’anno. Stava già bene per quel momento?
—Sí, ha lasciato subito le pastiglie che prendeva per il cuore, per la circolazione e per i problemi di diabete che aveva.
— Lei mi assicura che lo guarì di tutto?
—Sí, è da vedere, è un signore sano. Oggi non prende più nessun farmaco.
—Si fecero studi clinici per confermare questo?
—Sí, e tutto è risultato a posto.
—In cosa consisteva esattamente il trattamento?
—Agopuntura e massaggi. La medicina cinese agisce naturalmente. Io dico sempre che con la medicina cinese potete vivere 140 anni. Noi abbiamo due mondi: l’interno e l’esterno. La medicina tradizionale cerca quello di fuori però non tiene in considerazione che nel corpo stesso abbiamo la stessa medicina per risolvere tutto. E questo è nell’interno.
—Com’era Bergoglio come paziente?
—Super tranquillo! Non lo molestavano nemmeno le punture! Una persona molto spirituale. Per me fu un onore assistere un cardinale che è una persona di grande nobiltà, di un alto ceto sociale, che però, nonostante ciò, non gli importava ciò che si vedeva fuori ma piuttosto dentro.
—Cosa lo colpì?
—Appena cominciato il trattamento lo vidi per la prima volta spogliarsi. Uno può spogliarsi anche dei propri indumenti intimi. I suoi vestiti erano bucati e vecchi, come usati. Aveva sempre le stesse scarpe. E usava un orologio molto austero che non cambiava mai. Io mi dicevo: “Come può una persona di tale grandezza può essere tanto umile?”
—Qualche volta le ha fatto qualche raccomandazione sulla nostra cultura?
—(Pensa) Mi domandò se conoscevo il San Lorenzo. Io non ho nemmeno la televisione (ride). Sì, mi parlò della carne argentina. Oh, non è come in Cina, qui non c’è nemmeno bisogno di metterci sale. Mi diede un altro suggerimento: il nome di mia figlia.  
—Glielo mise Bergoglio?
—Sí, si chiama María Guadalupe.
—Avete condiviso conversazioni sulla filosofia orientale? Lui se ne interessava?
—Sí, ci scambiammo libri. Lui per esempio mi regalò il Libro del I Ching in spagnolo. Lo uso per dare corsi a Buenos Aires. Mi regalò la Bibbia e un libro che si chiama, Ragioni per credere.
—Avete avuto alcun tipo di disaccordo?
—No. Questo mondo ha avuto un inizio religioso e la vita non può esistere senza religione, altrimenti saremmo animali. Io, come monaco taoista gli parlai molto del Tao, che in Cina è l’unica verità. Nella vostra cultura si chiama Dio e per la Cina è Tao. E’ lo stesso, la stessa verità. Lui mi ascoltava molto attentamente.
—Cosa gli disse il suo medico di famiglia quando apparve Lei?
—Lui ha un gruppo di medici. Quando cominciò con me loro gli dicevano: “Non può essere cardinale, Lei deve farsi gli esami”. Fu nel 2005 quando si stava per fare una nuova elezione del papa. I medici volevano che si operasse, però lui non voleva. Attraverso il mio trattamento, nelle arterie – che aveva ostruite – cominciò a circolare meglio il sangue. Non ho fatto altro che dirigere l’energia del corpo. Poi per un lungo tempo riposte la sua fiducia in me. E i suoi medici, tutti orgogliosi (alza le spalle) diventarono un po’ gelosi. Eccetto una dottoressa che venne ad apprendere la medicina cinese con me. Si chiama Graciela Rodriguez.
—Quando era cardinale, non ti espresse mai che voleva essere papa?
—No, mai. Lui aveva già molta pressione come cardinale, viveva con molto stress. Tutto ciò si paga con il corpo.
—Quando seppe che diventò papa, cosa Le passò per la testa?
—L’ho vissuto in una forma normale, per me è la stessa persona. La gente mi chiamò, sapeva che mi curavo di lui. Io preferii tacere. Lui è una persona molto spirituale, e non credo nemmeno che tenga una sensazione tanto contenta ora.
—A cosa si riferisce?
—Per le pressioni che potrà tenere. Comunque è una persona molto forte e in salute che potrà condurre la sua missione. In questo mondo, dopo il 2012 iniziò un nuovo ciclo. Questo succede ogni 8 mila anni. Questo mondo è orribile però sta per arrivare il meglio, e che Bergoglio sia papa ha qualcosa a che vedere con questo cambio positivo.
—Pensa davvero che potrà?
—E’ vero, è una persona che ha il difficile lavoro di dirigere molte persone, però è una persona che lo fa senza ego e questo è qualcosa che non possiede chiunque. Noi siamo inviati, non siamo padroni. Siamo un istante nella terra e dobbiamo essere rispettosi di questo. Bergoglio ha questo pensiero molto chiaro, è un grande saggio, come la cultura cinese.
—Tornò a parlare con lui?
—No, è venuto un paio di mesi alla fine dell’anno scorso, passò a salutarmi e mi portò cioccolato. Parlammo, bevemmo tè e non lo vidi più.
—Pensa che la chiamerà ora per andarlo ad assistere là in Vaticano?
—Veremo… (ride).Gode di buona salute e questo è l’importante. Lui mi chiese una volta, quando gli dissi che con la medicina cinese si può vivere 140 anni: “vivrà così tanto tempo?”. Io gli risposi di sì.
—Avremo allora un papa argentino per molto tempo…..
—Vero.


Fonte: www.perfil.com
Trad: J.Taiocchi